lunedì, 15 maggio 2006

Cari amici,
vorrei cominciare col ringraziarvi per il grande interesse che dimostrate nei confronti del sito battaglieculturali.org, che in questi giorni ha superato le 10.000 pagine viste.

E' di pochi giorni la notizia che in Gran Bretagna nascerà un bambino che non sarà affetto dalla stessa malattia ereditaria cui era affetta la madre. Detta così sembra un grande successo della medicina, ed è quello che hanno sostenuto i grandi quotidiani. Ecco invece alcuni spunti di riflessione:

  1. i genitori, pur non essendo sterili, sono ricorsi alla fecondazione in vitro, con comprovati rischi per il bambino, vista la procedura non naturale, oltre i risvolti etici che implica;
  2. sono stati creati diversi embrioni, ad ognuno strappata una cellula (procedura rischiosa per la vita di un embrione di poche cellule);
  3. è stata fatta una diagnosi genetica, e solo gli embrioni sani sono stati impiantati. Gli altri, sani ma con probabilità di ammalarsi, non meritavano di vivere;
  4. nascerà un bambino "sano" (ma sono certo che nessun medico firmerebbe un certificato di sana e robusta costituzione permanente").
Il dramma di tutta questa vicenda è che una procedura che è stata fatta passare come terapeutica, in effetti non ha nulla di diverso a quella che comunemente viene definita selezione eugenetica.
Andiamo con ordine, alcune definizioni:
Terapeutica: s. f. branca della medicina che studia e applica i metodi di cura delle malattie (Garzanti).
Eugenetica: s. f. branca della medicina che si propone il miglioramento genetico della specie umana (Garzanti).
Mi sembra evidente che nessuna delle procedure messe in atto aveva scopo terapeutico per l'embrione stesso (cosa peraltro permessa anche in Italia dalla legge 40/2004), ma è stato scelto un embrione che non presentasse alcune caratteristiche ereditarie, e che quindi non trasmetterà ai figli, con un miglioramento genetico della specie umana.
Appurato che sono un convinto sostenitore della medicina, quando ha come scopo la cura delle malattie e il sollievo della sofferenza del paziente, non posso ritenere progresso qualcosa che, forse con metodi più rudiementali, facevano già nei secoli passati ed è stato fatto dai medici nazisti. [nella rassegna stampa in fondo gli articoli sul tema]

La settimana scorsa si sono svolti i funerali di Jennifer, assassinata quando era al nono mese di gestazione. Lo stesso giorno un quotidiano ha pubblicato la foto  del piccolo mai nato, e subito ne sono seguite scandalizzate prese di posizione sulla foto definita macabra e scandalosa. Ho cercato la foto, è ho visto un bambinetto lavato, vestito, sembrava dormiente, unica differenza è che non è mai nato.  Faccio mie in pieno le affermazioni di questo articolo, convintissimo che le vittime di questo reato siano 2, e non solo una.
Il dono del piccolo Hevan infrange le nostre censure

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Gio'

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postato da: giowind alle ore maggio 15, 2006 01:35 | Permalink | commenti
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categoria:news, bioetica, in cosa credo, legge 40 2004, morale